GLI ATTI DELLA COSTITUENTE IN MICROFILM

Estratto dal volume V dell'opera
"Studi per il ventesimo anniversario dell'Assemblea costituente"

Edito dalla Camera dei Deputati nel 1969

II problema dell'organizzazione del migliore funzionamento degli organi rappresentativi e legislativi, fu chiaramente posto in discussione alla Costituente e fu esaminato dalla seconda Sottocommissione per la Costituzione, che ne intuì l'importanza tanto da farne oggetto di esposizione e di dibattito.. Esaurita, infatti, la fase relativa alla organizzazione, nel senso dell'attribuzione dei poteri e dei caratteri costituzionali del Parlamento, lo stesso relatore, On. Mortati, durante la seduta del 3 settembre 1946, introdusse nel suo esposto la discussione sul funzionamento con queste parole, che giova ripetere a distanza di venti anni per indicare quanto fosse modernamente previdente l'opera dei Costituenti: "Circa l'organizzazione del potere legislativo, ricordo, perché non è un dettaglio secondario, e potrebbe anche influire sul funzionamento, i modi di intervento della Camera nella discussione e nell'esame delle leggi: il modo di lettura, il funzionamento degli uffici e delle Commissioni... ecc. ". È chiaro fin dal primo accenno che la discussione voleva impegnarsi sulle " funzioni " vere e proprie dei vari istituti: tuttavia, gli stessi esempi che vennero richiamati nel corso dei lavori di Commissione e di Assemblea, miravano ad organizzazioni parlamentari le quali, alle rinnovate e ammodernate funzioni, facevano corrispondere un'attrezzatura tecnica adeguata, rispondente ai più aggiornati criteri della rapida e completa comunicazione interna.

In questo senso, e non a caso, ci sembra opportuna un'informazione sui mezzi pratici e tecnici di funzionamento di alcuni uffici della Camera. II nuovo potere legislativo che nacque dalla Costituente del 1946-48, si disse che nasceva con tutte le moderne attribuzioni, anche di controllo ed ispettive, quindi di indagine e di conoscenza. Queste funzioni, inserite ormai in un tessuto sociale abituato ai mezzi rapidi e meccanici di informazione e di documentazione, non potevano sottrarre proprio l'organo rappresentativo e legislativo del Paese alla necessità di un adeguato ammodernamento.

Ecco che attualmente circa diecimila fotogrammi di pellicola microfilm ortocromatica raccolgono i lavori dell' Assemblea dal giugno 1946 al gennaio 1948: disegni di legge, discussioni, risposte scritte ad interrogazioni, lavori della Commissione per la Costituzione, attività dei deputati, attività dell' Assemblea costituente, dizionario analitico della legislazione italiana .

I documenti ufficiali che i due rami del Parlamento hanno emessi in più di un secolo di vita, sono logicamente numerosissimi, e sono stati raccolti, conservati e ordinati da molti decenni nei locali sotterranei del Palazzo di Montecitorio. I sotterranei sono stati fino a pochi anni fa il destino ultimo di milioni di documenti, sia presso enti pubblici che privati.

Uno dei problemi nei quali la tecnica ha potuto essere di valido aiuto alla più moderna organizzazione degli uffici è stato proprio quello della conservazione e utilizzazione dei documenti, e contemporaneamente della concentrazione estrema dello spazio da essi occupato.. Tutto questo si è potuto realizzare mediante l'attività svolta dal servizio microfilm. Naturalmente, una volta istituito e reso efficiente, detto servizio è stato utilizzato non solo per la riproduzione degli atti parlamentari, ma, come vedremo, anche per la microcopiatura di altri documenti importanti, interessanti l'attività parlamentare.

Esponiamo, qui appresso, quali sono i principali vantaggi che il microfilm offre rispetto al documento originale. È ormai generalmente ammesso che il microfilm è la soluzione migliore per la conservazione dei documenti che, riposti negli archivi, possono correre dei rischi di andare distrutti o di subire danni irreparabili a causa di incendi, di terremoti, di eventi bellici o di altre calamità.

All' estero, nelle biblioteche e negli archivi, si sono dovuti costruire appositi locali lontani dalla sede dell'ente. Tale soluzione però ha portato il doppio inconveniente di richiedere delle spese supplementari e di porre il problema dei trasporti fra la sede e il deposito-archivio.

Ora il microfilm, su rotolo e su striscia, è largamente utilizzato appunto per ridurre l'ingombro creato da tanta carta stampata, scritta o dattiloscritta. Nelle biblioteche più moderne si è provveduto a microfilmare tutte le annate dei periodici e dei quotidiani e si è in tal modo alleggerito notevolmente il posto occupato da documenti così ingombranti. Contemporaneamente si è ottenuto anche il vantaggio che, a richiesta degli utenti, si possono fornire copie su carta di qualsiasi pagina di quotidiano o di periodico, in brevissimo tempo.

Alla riduzione dello spazio occupato, corrisponde la diminuzione di peso, fattore importante nel caso di scambi internazionali di documenti. Il documento riprodotto su microfilm si conserva per un tempo superiore a quello stampato. È noto che la stampa quotidiana moderna, specie quella dei periodi belli ci, è così poco durevole che molti documenti restano spesso leggibili solo per pochi anni. Di qui sorge la necessità di fissarne delle copie su microfilm, allo scopo di disporre di archivi permanenti di un tal genere di documenti, che così frequentemente vengono richiesti dagli utenti.

Vengono di norma riprodotti su microfilm, anche numerosi manoscritti e libri di valore che rischiano di disgregarsi a causa della loro età, ed altri documenti rari che vengono danneggiati a causa delle frequenti manipolazioni o a causa della semplice esposizione alla luce solare.

Anche il miglioramento dell'igiene del lavoro è argomento a favore del microfilm. La sostituzione del dossier, polveroso e a volte nido d'insetti, con il rotolo della pellicola, riduce molto le cause dell'ammasso di polvere e dei suoi conseguenti danni alle cose ed alle persone addette agli archivi.

Inoltre il microfilm offre la possibilità di una rapida riproduzione del documento iniziale, nel modo più fedele. Infatti la fotografia inscrive sulla pellicola l'immagine esatta di tutto ciò che percepisce il nostro occhio, e la restituisce indefinitamente con assoluta precisione, senza l'intervento del servizio dattilografico, senza collazionamento alcuno., con una perdita di tempo minima.

Altri vantaggi dell'adozione del microfilm si hanno nella facilità della ricerca del documento che si desidera consultare e nella constatazione che il materiale documentario da classificare può essere costantemente a portata del personale che lo deve utilizzare.

Da quanto esposto risultano evidenti i motivi della diffusione sempre crescente di questo nuovo mezzo di comunicazione e di conservazione della parola scritta o stampata, costituito dal microfilm.

Il microfilm può essere utilizzato per diversi fini, i quali possono essere così sintetizzati:

a) microfilm di sostituzione: quando si procede a microfilmare diverse serie, oppure singoli documenti, che devono essere successivamente passati al macero. Tale idea è nata principalmente dalla constatazione che gli archivi erano invasi da una massa di materiale cartaceo documentario, sempre in aumento e che, d'altra parte, non si poteva più disporre del posto e delle relative installazioni indispensabili ad accogliere questo materiale;

b) microfilm di sicurezza: quando si provvede a microfilmare documenti singoli oppure una serie di documenti che si teme possano andare distrutti o subire danni irreparabili a causa di calamità. Questo procedimento è stato preso da diversi enti pubblici e privati, per diminuire i rischi di perdite o di alterazioni dei documenti;

c) microfilm di complemento: consiste essenzialmente nel far entrare in un apposito deposito documentario, sotto forma di microfilm, quei documenti che non sono conservabili in originale, al fine di completare le collezioni documentarie lacunose già esistenti. In diverse nazioni sono state organizzate, a tal uopo, apposite squadre di fotografi, incaricati di riprodurre in loco fondi di archivio di notevole importanza. Al fine di evitare la dispersione di materiale documentario importante, appositi servizi di microfilm provvedono a richiedere ad enti stranieri, documenti che non risultano reperibili nella propria nazione;

d) microfilm a scopo scientifico: quando cioè, sempre per mezzo del microfilm, si riesce a ricostruire completamente dei fondi di archivio dispersi in depositi vari e lontani l'uno dall'altro, oppure quando si riesce a riunire su un microfilm tutta una serie di documenti che interessino o un dato personaggio o un determinato argomento;

e) microcopia a scopo di informazione e di studio: non minore importanza delle precedenti utilizzazioni del microfilm presenta pure il problema della fornitura di microcopie al pubblico: parlamentari, professori, giornalisti, professionisti, studenti, ecc. Molti enti culturali, all'estero, legati ancora da una rigida procedura per il prestito dei documenti in loro possesso, trovano per mezzo delle microcopie la soluzione facilmente attuabile dell'annoso problema. Gli enti, anziché prestare i documenti ai lettori, danno in lettura o spediscono la relativa microcopia; in tal modo si eliminano rischi di perdita o di deterioramento del documento originale da loro posseduto. Si può dire che ormai tutte le più note biblioteche estere adottano un servizio del genere, che ha trovato ovunque una diffusione superiore a qualsiasi previsione, per ottimistica che fosse. Quando un documento è stato riprodotto, esso o la sua copia possono essere conservati per un eventuale consultazione, se il loro interesse non è soltanto immediato" oppure vengono distrutti. Ciò verrà deciso in base all'importanza del contenuto e al numero delle persone che devono prenderne visione, nonché alla relativa spesa.

La legge italiana non si è ancora occupata della questione della riproduzione di documenti per mezzo della pellicola cinematografica. Infatti il problema giuridico è abbastanza recente ed è stato posto di fronte agli studiosi, specie in occasione dei Congressi internazionali di documentazione, indetti dalla Federazione italiana documentazione. La legge sul diritto di autore attualmente in vigore in Italia è quella del 22 aprile 1941, n. 633. Il relativo regolamento di esecuzione fu emanato con regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369. Varie leggi di modifiche seguirono la legge fondamentale, come il decreto legge 23 agosto 1946, n. 82 sulla sfera di applicazione della legge, il decreto legge 20 luglio 1945, n. 440 e legge 19 dicembre 1956, n. 421 di proroga della durata del diritto, mentre leggi complementari l'affiancavano, come quelle in materia di diritto di stampa, di provvidenze statali per il cinema, per il teatro e nel campo della radiotelevisione. Mentre l'art. 13 della legge base, definisce il diritto esclusivo di riproduzione, l'articolo 68 di tale legge contempla solamente l'uso delle fotocopie e così si esprime:

"E libera la riproduzione di singole opere o brani di opere per uso personale dei lettori, fatta a mano o con mezzi di riproduzione non idonei a spaccio o diffusione dell'opera nel pubblico ".

"È libera la fotocopia di opere esistenti nelle biblioteche, fatta per uso personale o per servizi della biblioteca". " È vietato lo spaccio di dette copie nel pubblico ed in genere ogni utilizzazione in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore ". L'illustre giurista Piola Caselli, specialista della materia relativa al diritto di autore, a commento del citato articolo di legge affermò, fra l'altro, che: "il secondo e il terzo comma contengono una disposizione di maggior favore a beneficio delle biblioteche e dei lettori delle biblioteche medesime, in relazione all'uso delle fotocopie che è stato introdotto in questi ultimi anni specialmente dalle grandi biblioteche delle maggiori città... Si tratta di una violazione in pieno del diritto esclusivo di riproduzione; violazione che si sta sviluppando con un sempre più largo piano di azione ".

Ma un altro aspetto assai interessante del problema del microfilm di fronte alla legge è quello della validità del documento riprodotto e usato come prova agli effetti giuridici. L'impiego di questa nuova tecnica esige garanzie di impeccabile esecuzione: occorre che l'autore del documento riprodotto possa attestare che egli ha fotografato integralmente il documento originale e niente altro che questo, nelle condizioni tecniche perfette che permetteranno di conservare i documenti riprodotti senza alcuna alterazione e di utilizzarli, ingranditi o meno, nelle dimensioni dell'originale.

A parte l'art. 2712 del codice civile e l'art. 261 del codice di procedura civile, che contemplano l'eventuale validità e l'adozione di riproduzioni meccaniche, i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data 3 agosto 1962 (decreto che sostituisce quello del 14 dicembre 1959) e 10 aprile 1966 rappresentano le inevitabili tappe del processo di aggiornamento scaturito dalla crescente necessità d'introdurre apparecchiature fotografiche al fine di risolvere gli urgenti problemi organizzativi derivanti dall'incessante aumento della documentazione negli uffici pubblici e privati. L'art. 25 della legge n. 15 del 4 gennaio 1968, relativa alle" Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticità di firme" consente, previa applicazione di apposite disposizioni, di sostituire a tutti gli effetti il microfilm ai documenti di archivio e ad altri atti.

Il servizio microfilm venne istituito presso la Camera dei deputati nel giugno del 1957 con lo scopo precipuo di liberare il più rapidamente possibile i locali occupati dall'archivio legislativo.

Si iniziò anzitutto il lavoro di organizzazione del reparto, si provvide a regolarizzare uniformemente le molteplici procedure tecniche ed amministrative necessarie all'impianto di un servizio del genere. Prima di tutto furono svolte operazioni preliminari di raccolta, di ricerca, di esame del materiale documentario che doveva pervenire dall'archivio legislativo, dalla biblioteca ed eventualmente anche da altri enti. Ciò al fine di dare a ciascun documento stampato una precisa individualità, senza peraltro modificarne l'ordinamento e la classificazione già date dal suddetto archivio. Si pensò di mettere in rilievo la segnalazione anche del posto occupato dal documento originale, nel complesso bibliografico di cui faceva parte.

Per un'agevole utilizzazione dei documenti, una volta che fossero stati riprodotti, si rese necessaria, quale prima operazione, la registrazione su di un apposito libro inventario di tutto il materiale documentario in arrivo e in partenza. Le segnalazioni ivi riportate si riferivano alla data di arrivo, agli estremi catalografici del documento, al tipo di riproduzione eseguita, alla data di restituzione, alla fonte dalla quale proveniva o alla data di consegna alla microfilmoteca, del documento riprodotto o di quello originale secondo il caso.

Successivamente si passò a fissare le norme occorrenti all'esame attento e scrupoloso e al controllo della completezza del materiale stesso, prendendo nota degli eventuali difetti o delle manchevolezze che presentava l'originale, quali ad esempio le lacerazioni della carta, le lacune nella successione delle pagine, le imperfezioni o le irregolarità di qualsiasi genere.

A questo punto il lavoro si trovava in una fase che, in gergo scientifico, si chiama cartellinatura documentaria. Non esiste una cartelli natura standard, anzi in molti casi essa è realizzata nei modi più semplici e primitivi, anche all'estero. Dopo alcune prove e basandomi su elementi catalografici internazionali, riuscii a creare una tabella di identificazione del documento che è risultata utilissima nel senso che consente il reperimento rapido di qualsiasi microfilm e che è stata oggetto di consensi da parte di esperti italiani e stranieri.

Su questa tabella, che accompagna il documento in tutte le sue fasi, dalla registrazione alla ripresa fotografica, sino all'immissione nella microfilmoteca, vengono riportati i seguenti dati segnaletici:

a) gli estremi catalografici dello stampato secondo speciali norme di scheda tura: parola d'ordine o parola alfabetica rappresentata dal termine che si scrive in testa ad ogni scheda e che serve all' ordinamento delle schede stesse in un compiuto catalogo. La parola d'ordine, nel caso attuale, è la prima parola del titolo della raccolta; note esplicative che comprendono la trascrizione completa del frontespizio del volume o della testata della raccolta o dello stampato; note tipografiche cioè l'indicazione del luogo della pubblicazione del documento, del nome della casa editrice o della tipografia, della data della pubblicazione; note tecniche che forniscono informazioni suppletive sul tipo di documento che deve essere ripreso microfotograficamente. Ad esempio si riportano gli estremi indicatori di eventuali manchevolezze o difetti riscontrati nel documento originale, quali appunto quelli che siano stati eventualmente riscontrati nell'esame che è stato sopra descritto;

b) la sigla numerica di classificazione per ogni volume che raccoglie gli stampati suddivisi nelle tre grandi categorie: discussioni - disegni di legge - documenti e relazioni.
Infatti, in diversi casi, per documenti di particolare rilievo, sono stati stampati volumi separati da quelli che raccolgono i disegni di legge.
In tale occasione si è ritenuto opportuno seguire lo stesso criterio di ordinamento già adottato da lunghi anni dall'archivio legislativo. Ciò al fine di non ricorrere a sistemi catalografici diversi, magari più moderni, ma che avrebbero potuto apportare dei disguidi nei reciproci rapporti di lavoro con gli altri servizi della Camera;
indicazione del luogo nel quale è stato reperito il documento originale. Infatti, come si è già detto, diversi volumi sono stati reperiti presso differenti uffici della Camera o del Senato o di altri enti.

Una volta sistemate le procedure organizzative del lavoro di registrazione si è passati all'esame delle complesse operazioni puramente tecniche. Queste consistono: a) nella scelta del macchinario e del materiale chimico, del tipo di pellicola ortocromatica o pancromatica, non perforata o biperforata, più adatta al tipo di documento che deve essere riprodotto e tenuto presente il formato stesso del documento originale. Questo particolare è assai importante, perché quando la riproduzione del microfilm su carta deve essere ingrandita, vi è sempre una certa perdita di alcuni dettagli. Ecco perché è bene evitare, sin dal l'inizio, una riduzione eccessivamente forte del formato dello stampato.

Il microfilm è una pellicola analoga a quella cinematografica, ininfiammabile, dotata di una emulsione a grande potenza risolvente .

Il microfilm può essere fornito in negativo e cioè a caratteri bianchi su fondo nero o in positivo, cioè a caratteri neri su fondo bianco. Ogni fotogramma 24 x 36 mm. può contenere la riproduzione di una o anche di due pagine del documento originale. La fotoriproduzione a due pagine per fotogramma è però subordinata ad eventuali condizioni tecniche di riproduzione, in dipendenza del formato del documento da riprendere, del tipo e della grandezza dei caratteri con cui è stato stampato, della sua nitidezza, nonché del colore della carta.

L'apparecchio da ripresa di cui dispone il servizio è composto di una camera fotografica, obiettivo 1 : 3,5, fissata ad un carrello, la quale scorre verticalmente su di un telaio di acciaio, al fine di regolare la superficie fotografata, secondo la grandezza del documento da filmare. L'apparecchio è automatico e cioè il caricamento dell'otturatore e l'avanzamento della pellicola si compiono senza alcuna manovra speciale da parte dell'operatore.

La pellicola adottata è quella a rotoli di trenta metri. In effetti i microfilm devono rispondere a severe esigenze per poter rendere con marcata nettezza anche i tratti più fini di un documento complicato.

La pellicola che, di norma, viene maggiormente adottata è l'ortocromatica e cioè quella che, grazie ad un colorante appropriato, ha una sensibilità spettrale più o meno estesa della regione verde e gialla. Solo in alcuni casi particolari si usa la pancromatica, che ha emulsione sensi bile a tutti i colori.

Lo sviluppo del microfilm viene effettuato con la massima cura e scrupolosità.

La sviluppatrice automatica continua di cui dispone il servizio, fissa, lava e asciuga automaticamente i film con moto continuo., ossia con il trascinamento automatico di una pellicola dopo un'altra, previo il semplice agganciamento dell'estremo dell'una all'inizio di quella successiva.

Il continuo trasporto della pellicola avviene su rocchetti di ebanite, mossi da ingranaggi elicoidali, azionati da tratti di vite senza fine disposti su di un unico albero rigido. La prima pellicola da sviluppare viene agganciata all'apposito nastro trasportatore in dotazione alla sviluppatrice. L' essiccazione avviene in una camera fortemente ventilata ed opportunamente riscaldata, mediante due gruppi di resistenza indipendenti tra loro, ma addizionabili. La circolazione dell'aria nella camera è tale da formare un flusso rotatorio che si reintegra di continuo di nuovo calore e di aria nuova, filtrata da un apposito pannello forato sulla parete. La camera di essiccazione è corredata di un termostato a mercurio per l'automatica regolazione delle calorie.

Tutti i comandi elettrici riguardanti il motore, il ventilatore., le resistenze, sono montati su apposito pannello esterno. La sviluppatrice possiede un dispositivo meccanico per la regolazione dei tempi di trattamento ed una segnalazione acustica a meno di un metro dalla fine di una bobina. L'intero ciclo di operazioni si svolge automaticamente e l'operatore, in questa fase del lavoro, non ha altra preoccupazione che quella di aggiungere una pellicola alla coda di quella precedente.

A questo punto il microfilm esce dai laboratori e passa ad altre operazioni di verifica che si svolgono nella microfilmoteca.

Queste operazioni consistono: a) nel controllo attento e minuzioso della pellicola sviluppata che va confrontata al documento originale, al fine di riscontrare se esistano lacune o irregolarità. Ora le immagini del microfilm sono evidentemente illeggibili ad occhio nudo ed è quindi indispensabile ingrandirle mediante l'uso di un apposito apparecchio. Dato che per microfilmare un documento si applica, in linea di massima, una scala di riduzione da 12 ad 1, vale a dire che l'immagine presenta una dimensione lineare di 12 volte più piccola di quella corrispondente del documento originale, le riproduzioni che appaiono sullo schermo richiedono un relativo ingrandimento lineare. L'apparecchio di cui disponiamo ha, fra le altre caratteristiche, l'istantaneo inserimento della bobina nel suo apposito porta-bobine, nonché il trascinamento della pellicola motorizzato, con regolazione di velocità, per avvolgimento lento e celere dei microfilm, l'inversione di marcia e l'arresto istantaneo sul fotogramma desiderato; b) nella registrazione sulla già citata tabella di identificazione, che accompagna ovunque e sempre il microfilm, dei seguenti dati: nominativo dell' operatore che ha effettuato la ripresa fotografica del documento originale; data dell'effettuata ripresa fotografica; tipo di pellicola adottata; numero dei fotogrammi di cui si compone la pellicola; data del controllo cui è stato sottoposto il film; data della confezione della bobina nell'apposita doppia scatola di metallo e di cartone; numero, infine, del classificatore nel quale viene immessa la scatola stessa.

Un particolare da notare è che nelle operazioni di confezione, vengono attaccati su tutti i lati della scatola di cartone, sul coperchio e nell'interno di quella di metallo, nonché sulla bobina stessa, i vari talloncini di cui si compone la tabella di identificazione. La stessa tabella, che è stata fotografata al principio e al termine della striscia, viene in tal modo utilizzata quale definitivo segnale di identificazione del contenuto della pellicola. Inoltre, su ogni scatola immessa verticalmente nell'apposito classificatore, vie;ne applicata di lato una striscia rossa se la bobina contiene; la riproduzione di discussioni; una striscia verde se il contenuto del microfilm riguarda i disegni di legge; una striscia gialla per i documenti pubblicati in volumi a sé stanti; una striscia verde e gialla per i volumi relativi ai disegni di legge e documenti. Tali indicazioni segnaletiche hanno lo scopo di facilitare il rapido reperimento della scatola (azzurra per gli Atti del Senato, bianca per quelli della Camera) contenente il microfilm in caso di richiesta da parte dell'utente. La collezione completa, che è sistemata in rigido ordine cronologico-numerico si aggira su oltre due milioni di fotogrammi, in circa duemila bobine e comprende: la riproduzione di volumi relativi alle prime assemblee del Risorgimento italiano che risalgono al 1821, nonché tutta la raccolta degli Atti parlamentari che vanno dal 1848 al 1865 nella edizione curata da Galletti e Trompeo. Inoltre è compresa anche la raccolta ufficiale, sempre riferentesi a tale periodo di tempo, per quanto riguarda i disegni di legge. Infine la raccolta comprende l'ingente numero degli Atti parlamentari dal 1865 fino a quelli della penultima legislatura

Pertanto" a grandi linee, tutta la microfilmoteca parlamentare si divide attualmente in queste grandi classi: Discussioni della Camera; Discussioni del Senato; Disegni di legge; Documenti; Relazioni della Camera; Disegni di legge; Documenti; Relazioni del Senato; Lavori delle commissioni deliberanti. In alcuni casi, come per la Costituente, i volumi riprodotti sono unici. Sembra impossibile, entrando in una stanza di metri 3,70 X 5,30 trovarvi raccolto così vasto materiale, e constatare che c'è ancora lo spazio per accogliere altri milioni di documenti microfilmati.

Il servizio microfilm viene usato anche per .la raccolta di stampati diversi da quelli finora citati. Per esempio sono stati microfilmati i seguenti testi e documenti: Inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola in Italia; Atti della Giunta per l'inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola - Inchiesta sulla marina mercantile; Atti dell'inchiesta parlamentare sulla marina mercantile (1881-1882) - Inchiesta per la revisione della tariffa doganale; Atti della Commissione d'inchiesta (1883-1886) -Inchiesta sulle banche; Relazione della Commissione d'inchiesta (effettuata in Aula il 23-11-1893) - Inchiesta sulla marina militare; Atti della Commissione d'inchiesta sulla regia marina (1904-1906) -Inchiesta per lo studio della condizione degli operai delle miniere della Sardegna e dei loro rapporti con gli esercenti le miniere stesse (1906-1911) - Inchiesta per accertare le condizioni dei lavoratori della terra nelle province meridionali e in Sicilia, i loro rapporti coi proprietari e specialmente la natura dei patti agrari (1907-1910) - Inchiesta sui servizi dipendenti dal ministro della guerra; Atti della Commissione d'inchiesta per l'esercito (1907-1909) - Ministero per la Costituente: Commissione per gli studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato (1946) - Ministero per la Costituente: Commissione economica (1946) Commissione parlamentare d'inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla; Atti della Commissione d'inchiesta ecc. (1951) - Commissione parlamentare d'inchiesta sulla disoccupazione; Atti della Commissione d'inchiesta ecc. (1952) - Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizione dei lavoratori in Italia (1955).

È in corso la microcopiatura dei volumi della Raccolta ufficiale delle leggi e decreti, che, per ora, comprende il periodo che va dal 1861 al 1927.

È stato iniziato un lavoro del tutto particolare per la microcopiatura, sempre su pellicole 35 mm. non perforate, delle annate ininterrotte di uno dei più vecchi quotidiani italiani, "La Nazione ", dal 1859 al 1956. Per difficoltà di carattere puramente tecnico, dovute al grande formato di questi documenti, si è ritenuto opportuno, almeno per il momento, di soprassedere a tale ripresa, che rischiava di essere in alcune parti non perfettamente leggibile.

Le operazioni di conservazione rappresentano in pratica tutte le precauzioni di carattere fisico e chimico che sono necessarie a garantire la più lunga durata delle pellicole. Per assicurarcene si è fatto ricorso all'applicazione di apposite "raccomandazioni per la conservazione dei microfilm nei magazzini ". Esse costituiscono un corpo organico di norme, che hanno ormai valore di carattere internazionale. Ora, in base alle suddette norme, che rivestono un grande interesse scientifico sul complesso e delicato argomento della conservazione dei microfilm in magazzino, sono state dedotte alcune regole di carattere generale assai utili nell'espletamento del lavoro di fotoriproduzione documentaria.

I rischi che le pellicole possono correre sono: i residui di sostanze chimiche che si possono riscontrare o ancora attaccate alla pellicola o fluttuanti nell'atmosfera; l'eccesso di umidità che può favorire lo sviluppo delle muffe e rendere, in conseguenza, colloso lo strato di gelatina della pellicola; il calore e l'eccessiva secchezza dell'ambiente.

La parte più importante delle norme adottate è stata quella relativa al problema della conservazione delle pellicole. Per salvaguardarci da qualunque sorpresa che può sempre capitare, nonostante la cura con la quale il lavoro viene eseguito, si provvede ad ispezionare saltuariamente la microfilmoteca, riproducendo eventualmente quelle pellicole che presentino un sia pur minimo deterioramento.

Sono attualmente in corso le pratiche per l'acquisto di un apparecchio che converta la pellicola negativa, così come oggi è conservata nella microfilmoteca, in altra negativa o positiva in modo da avere più copie di una stessa pellicola. Tale apparecchio è necessario perché usando la seconda copia per la riproduzione su carta non si corra il rischio di deteriorare con l'uso i preziosi microfilm originali ed anche perché può essere richiesto da altri enti una copia di microfilm in nostro possesso. Si è anche in attesa di un modernissimo ingranditore che fornirà rapidamente copie positive da microfilm su carta normale e non sensibile. Ciò apporterà una sensibile diminuzione nel costo delle fotoriproduzioni su carta da microfilm e un più rapido ritmo di lavorazione.

Il microfilm è ormai collocato nella microfilmoteca, ma non per restarvi inutilizzato, bensì a disposizione di tutti coloro che desiderino avvalersene.

Il settore registrazione e schedatura del microfilm attende ai lavori di immatricolazione, controllo e catalogazione di tutto il materiale documentario che viene microfilmato..

Altro compito assai delicato cui attende il suddetto settore è quello relativo ai lavori di ricerca in base alle richieste degli utenti interni ed esterni della Camera. Per quegli atti parlamentari o per quelle leggi di cui il richiedente fornisca i dati assolutamente precisi, la ricerca nella microfilmoteca si effettua in tempo brevissimo, dal momento che, come è stato illustrato sopra, il materiale microfilmato è collocato nelle rispettive scatole in ordine cronologico e numerico.

Invece per quei documenti dei quali il richiedente non fornisca estremi esatti oppure si limiti solo ad indicate l'argomento, la ricerca richiede un tempo maggiore, perché occorre consultare gli appositi volumi di Indici pubblicati dalla Camera. Come è noto, tale compito di ricerca di precedenti parlamentari viene anche svolto, di norma, presso la biblioteca, il servizio studi legislazione e inchieste parlamentari, il servizio documentazione e statistiche parlamentari.

La tecnica e la scienza progrediscono rapidamente e continuamente. È logico che anche un reparto impiantato recentemente come quello del microfilm, possa venire potenziato e perfezionato ulteriormente, aggiornandolo sia come macchinari, che come procedimenti di lavoro.

È però un dato positivo che il fine per il quale il servizio era stato istituito sia stato raggiunto, che il suo funzionamento sia soddisfacente e che esso possa inserirsi sia nel complesso dei lavori di ammodernamento che la Camera dei deputati ha realizzato in questi ultimi anni, sia nei più vasti e impegnativi programmi di elaborazione elettronica delle in formazioni, in corso di attuazione.